
Calendario Liturgico
Domenica 13 (XXXIII T.O.):
ore 8.00: per la comunità
ore 9.30 (a S. Damiano): Mario, Letizia e Stefano
ore 11.00:Carla e Silvio Malinverni
Lunedì 14:
ore 16.30: Beppe, Loredana e Giovanni
Martedì 15:
ore 16.30
Mercoledì 16:
ore 16.30
Giovedì 17:
ore 16.30
Venerdì 18:
ore 16.30
Sabato 19:
ore 17.00: per la comunità
Domenica 20 (Cristo Re)
ore 8.00: per la comunità
ore 9.30 (a S. Damiano): Ambrogio e Gianna
ore 11.00: Jean Paul Markay, Ida e Pierino Pisani
Messaggio
Cari fratelli,
siamo ormai arrivati alla fine dell’anno liturgico, e, come è consuetudine, la liturgia ci invita a meditare sulla fugacità del tempo presente, che ci sfugge, senza che noi ce ne avvediamo. La tensione verso il termine ultimo della nostra esistenza e di tutto il creato, presente nel lezionario di oggi, è simile ad uno squillo di tromba che squarcia l’indifferenza e la sonnolenza di una vita troppo grigia e pacifica. Il Dio della Bibbia è un Dio serio ed esigente, non riconducibile al solito “buon Dio”, comodamente relegato nei cieli e facilmente placabile con una preghiera.
La tensione però non deve essere agitazione apocalittica. Il credo di certe sette (ad es. I Testimoni di Geova) od il richiudersi in tentazioni misticheggianti diventano un alibi per rifiutare un impegno, spesso umile ed oscuro, nel presente. Esemplare è al riguardo il monito di Paolo, nella seconda lettura, un testo vigoroso di lotta all’alienazione ed all’evasione spiritualistica per un solido impegno nel concreto. È Dio l’arbitro supremo della storia. È stupido ricorrere all’astrologia, alla chiromanzia, alla parapsicologia ed a pseudo-scienze varie per conoscere il futuro dell’uomo. Il nostro destino è in mano a Dio ed alla nostra libertà. I segni che Dio semina nella storia sono solo una provocazione per la nostra conversione. Il destino ultimo nostro e del cosmo è sostanzialmente una sorpresa, per quanto concerne le coordinate temporali della sua attuazione, anche se l’uomo è riuscito a capire, almeno su larga scala, i segreti dell’universo. È invece certo che già fin da ora noi possiamo costruire il nostro destino per quanto concerne la sua qualità di felicità o di tragedia eterna.
A tutti una buona settimana.
Don Emilio