Archivi categoria: Messaggio Settimanale

Settimana dal 10 al 17 dicembre 2023 CAMMINARE INSIEME

Foglio settimanale della Parrocchia
S. Leonardo Confessore
Tel. 0382 587113
Cell. 335 83 99422

sanleonardoevalle@gmail.com
Settimana dal 10 al 17 dicembre 2023

Calendario Liturgico

Domenica 10(II Avv.):  
ore 8.00: Angelo, Tina e Giuseppina
ore 9.30 (alla Motta): Carlo e Rachele
ore 11.00: Piero Ghisi e Elsa Carbonini

Lunedì 11: ore 16.30: Mauro

Martedì 12: ore 16.30

Mercoledì 13: ore 16.30

Giovedì 14: ore 16.30: Mauro

Venerdì 15:
ore 16.30: Beppe, Loredana e Giovanni

Sabato 16:
ore 17.00: Itria, Ornella e Pietro

Domenica 17(III Avv.):  
ore 8.00: per la comunità
ore 9.30 (alla Motta): Piero e Giuseppina Grassi
ore 11.00: Mauro

Messaggio

Cari fratelli,
ormai mancano solamente due settimane al Natale e l’invito a recuperare la sostanza della fede si fa più pressante. Il deserto in cui sono posti Israele ed il Battista è un simbolo suggestivo dell’essenzialità: lì si pensa solo all’acqua, al cibo e alla pista da seguire, cioè agli elementi fondamentali dell’esistenza, eliminando ogni altra cosa come banale. La via per trovare questo deserto che dà l’essenza delle cose è tracciata dal Battista: ascolto della Parola, conversione, battesimo, rigore morale. Senza questo coinvolgimento dell’esisternza si è come le canne del deserto, piegati dal primo soffio di vento.

La meta da raggiungere non è però un uomo, seppur grande, come il Battista, ma Gesù il Cristo, il Figlio Amato. L’Avvento ci chiama a riscoprire la purezza della fede. Non in un Dio un po’ deforme, adattato a nostra immagine, ridicolizzato in quel vecchio dalla risata stolida ed irritante che vorrebbe essere babbo natale, ma nel Dio del Vangelo. Accogliamo dunque l’appello ad approfondire la conoscenza della fede per “rendere ragione della speranza che è in noi” (1 Pt 3,15).

La seconda lettura, seconda lettera di Pietro, forse l’ultimo scritto del nuovo Testamento, proietta la nostra attenzione verso l’ultimo e definitivo intervento di Dio, evento risolutivo della storia umana, in cui Dio instaurerà il suo Regno di giustizia, di verità e di Pace in un mondo rinnovato. Dalle ceneri del mondo e della storia nasceranno in tal modo nuovi cieli e una terra nuova in cui avrà stabile dimora la giustizia, cioè il progetto che Dio ha concepito fin dall’origine del mondo e finalmente attuato nella sua pienezza.

 A tutti  una buona settimana. Don Emilio

Settimana dal 26 novembre 3 dicembre 2023 CAMMINARE INSIEME

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Settimana dal 26 novembre 3 dicembre 2023

Calendario Liturgico

Domenica 26(CRISTO RE):  
ore 8.00: per la comunità
ore 9.30 (alla Motta): fam. Scoccati e Vigoni
ore 11.00: Lidia Rebuffi e Guerrino Guzzon

Lunedì 27: ore 16.30: Mauro

Martedì : 28ore 16.30

Mercoledì 29: ore 16.30: Mauro

Giovedì 30: ore 16.30

Venerdì :1 dicembre 16.30

Sabato 2: ore 17.00: Elena ed Angelo

Domenica 3(I Avv.):  
ore 8.00: per la comunità
ore 9.30 (alla Motta): Mario, Lina e Santina
ore 11.00: Carla e Felice Furiosi

Messaggio

Cari fratelli,
nel mistero di Cristo re e Signore dell’universo chiudiamo l’anno liturgico. La centralità di Cristo nella liturgia e nella spiritualità, nella lettura della storia e della propria esistenza è la grande premessa a questa celebrazione. Il riconoscimento della fede autentica nel Cristo non avviene soltanto attraverso la professione delle labbra ma soprattutto nell’attuazione dell’amore. È solo così che si è ammessi al Regno.

Il lezionario odierno ci proietta anche verso il senso ultimo della storia. Già Ezechiele fa balenare un regno in cui il pastore del popolo non sarà un re ma Dio stesso. Nel vangelo troviamo poi la celebrazione del giudizio ultimo in cui si svelerà il senso del nostro itinerario terreno, in cui apparirà la reale qualità dell’esistenza di ogni uomo. Paolo poi nel mirabile affresco del giudizio finale disegna l’armonia del Regno verso il quale noi siamo indirizzati, un’armonia di piena comunione con Dio. Nessun frammento di bene cade nel vuoto; nulla v’è di caotico o di assurdo. Dio ha tracciato un disegno anche nella trama convulsa e spesso lacerata della nostra vita.

La chiusura dell’anno liturgico è segnata da questa solennità che è simile all’abside di quelle chiese in cui domina la figura del Cristo Pantocrate (che può tutto). Di fronte al suo sguardo siamo invitati ad un bilancio della nostra esistenza, delle nostre miserie e dei nostri splendori, ricordando le ultime parole che Gesù pronuncia al termine del Vangelo letto quest’anno: “Io sarò con voi sino alla fine dei tempi”.

 A tutti  una buona settimana. Don Emilio

Settimana dal 19 al 26 novembre 2023 CAMMINARE INSIEME

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Settimana dal 19 al 26 novembre 2023

Calendario Liturgico

Domenica 19(XXXIII T.O.):  
ore 8.00: Nadia
ore 9.30 (alla Motta): Ambrogio e Gianna
ore 11.00: Luigi Mella e fam. defunti

Lunedì 20:
ore 16.30: Mauro

Martedì 21:   Presentazione della beata Vergine Maria
ore 16.30: fam. Certani Campari

Mercoledì 22:
ore 17.00: Mauro

Giovedì 23: ore 16.30

Venerdì 24: ore 16.30

Sabato 25:
ore 17.00: per la comunità

Domenica 26(CRISTO RE):  
ore 8.00: per la comunità
ore 9.30 (alla Motta): fam. Scoccati e Vigoni
ore 11.00: Lidia Rebuffi e Guerrino Guzzon

Vangelo

(Domenica 19)

Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 25,14-30

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.
A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

Messaggio

Cari fratelli,

a prima vista la parabola del vangelo di oggi può sembrare imbarazzante, legata quasi ad un’ottica di guadagno. E allora ecco che l’accento è stato posto sulle opere, sul fruttificare; ma anche questo senso è parziale. Infatti il senso generale della parabola è ben specificato dal premio e dal castigo finale, che vanno al di là dei limiti del racconto. Il tema generale è dunque quello dell’accoglienza operosa del regno. Più che sul semplice impegno a sviluppare bene le proprie doti, il discorso cade sull’accettazione efficace ed attiva del dono della salvezza. È in pratica l’equivalente del “restiamo svegli” dell’ammonimento di Paolo. Il primo appello che oggi riceviamo ci orienta perciò verso la decisione seria e radicale che si esprime nella concretezza della vita e nella specificità delle nostre scelte.

Il motivo del fruttificare non è certo escluso. Come la donna ideale, simbolo della sapienza, della prima lettura, anche noi siamo chiamati alla operosità ed alla misericordia. Come i cristiani di Tessalonica, siamo chiamati a vivere come figli della luce e del giorno, che compiono le opere giuste.

Nella figura del servo inattivo c’è un’altra connotazione, la paura, che trasforma la religione solo in un dovere e quindi nel minimo legale richiesto. “La fede è il rischio dei rischi; è per tutti lo stesso salto nel vuoto; ma è anche gioia e promessa, amore e vita. La fede è conversione; è il radicale nuovo orientamento dell’uomo che sta nudo davanti a Dio, che per acquisire la perla preziosa diventa povero e per amore è pronto a perdere la propria anima”. (K. Barth)

 A tutti  una buona settimana. Don Emilio

Settimana dal 12 al 19 novembre 2023 CAMMINARE INSIEME

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Settimana dal 12 al 19 novembre 2023

Calendario Liturgico

Domenica 12(XXXII T.O.):  
ore 8.00: per la comunità
ore 9.30 (alla Motta): Mario, Letizia. Stefano e Valentino
ore 11.00: fam. Malinverni e Mandrini

Lunedì 13: ore 16.30

Martedì 14: ore 16.30: Mina e Bruno

Mercoledì 15:
ore 17.00: Beppe, Loredana e Giovanni

Giovedì 16: ore 8.30

Venerdì 17: ore 16.30

Sabato 18:
ore 17.00: Angelo, Livia, Riccardo e Tina

Domenica 19(XXXIII T.O.):  
ore 8.00: Nadia
ore 9.30 (alla Motta): Ambrogio e Gianna
ore 11.00: Luigi Mella e fam. defunti

Messaggio

Cari fratelli,

oggi siamo chiamati a volgere il nostro pensiero riconoscente al Signore per i doni della terra che egli con grande generosità e grazie anche all’ingegno umano ci elargisce. Rendiamo quindi grazie a lui, unitamente a chi la terra coltiva, perché non manchino mai a noi i frutti di questo duro lavoro che ci alimentano e ci sostengono.

Le letture di oggi ci invitano a ricercare la vera sapienza, non quella umana, ma quella che viene da Dio. La storia delle dieci ragazze che vanno incontro allo sposo fa capire quali devono essere le condizioni dei discepoli, perché il loro incontro definitivo con il Signore, che porta a compimento il Regno dei cieli, sia un evento di salvezza e non di condanna. In questo quadro interpretativo lo sposo è Gesù che viene alla fine come Signore. Egli allora si rivelerà come giudice che esclude dalla comunione salvifica quelli che non sono pronti. Le dieci ragazze che vanno incontro allo sposo con le loro lampade sono i discepoli la cui luce deve risplendere davanti agli uomini. Ed ecco quindi un atteggiamento di ansia continua per arrivare alla sapienza del cuore, l’attesa vigile nella speranza, la veglia nelle opere di carità contro il sonno dell’inerzia e la scelta per la luce della fede.

Il motivo del ritardo dello sposo è un tema molto sentito nella comunità cristiana delle origini. Per Paolo l’atteggiamento da seguire in questa attesa prolungata è quello della pazienza-speranza, pronti a scrutare i segni misteriosi dell’agire di Dio, ad attenderlo nell’oscurità e nel silenzio, nel dolore e nella lontananza. La parabola poi non conosce solo la oscurità della notte, ma anche quella della porta chiusa: c’è un rifiuto di Dio ed un rifiuto dell’uomo che si intrecciano. Il messaggio fondamentale di Gesù è quello dell’offerta della salvezza, cui però può associarsi spesso il rifiuto dell’uomo.

 A tutti  una buona settimana. Don Emilio

Settimana dal 5 al 12 novembre 2023 CAMMINARE INSIEME

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Settimana dal 5 al 12 novembre 2023

Calendario Liturgico

Domenica 5(XXX T.O.):  
ore 8.00: per Carluccio                   
ore 9.30 (alla Motta): Ernesto e Carla                     
ore 11.00: Mariangela, Giovanni, Giuseppe, Carmela e Maria Grazia

Lunedì 6: ore 16.30

Martedì 7: ore 16.30

Mercoledì 8: ore 16.30

Giovedì 9: ore 16.30

Venerdì 10: ore 16.30

Sabato 11:
ore 17.00: Luigi Pedrazzini ed Ernando

Domenica 12(XXXII T.O.):  
ore 8.00: per la comunità
ore 9.30 (alla Motta): Mario, Letizia. Stefano e Valentino
ore 11.00: fam. Malinverni e Mandrini

Messaggio

Cari fratelli,
oggi ricorderemo i caduti di tutte le guerre: il loro giovane sangue sparso sui vari fronti di guerra sia di monito a noi nel ripudiare ogni prevaricazione di un popolo sull’altro al fine di soddisfare la sete di potere dei governanti di turno.

Passando alle letture di oggi, rileviamo come ritratto antitetico delle due Chiese, giudaica e cristiana, il profilo dei due sacerdozi, il rituale e quello materno, la definizione delle due prospettive religiose, di due diversi impegni pastorali, solo sacrale il primo, esistenziale il secondo, ci obblighino ad una chiarezza di fondo. L’impegno primario, come insegnano gli Atti, è nell’annuncio della Parola, nella preghiera e nell’esercizio della carità fraterna.

Il Vangelo di oggi è intriso di sdegno. Gesù denuncia senza esitazioni e in modo lucido tre difetti che corrono il rischio di attecchire talora nella stessa Chiesa. Il primo è il legalismo oppressivo. La fede è gioia, adesione, perdono, speranza e pace. Chi vive la religione solo come l’esecuzione di un sistema di norme, dimentica che essa è prima di tutto grazia e libertà interiore. Il secondo difetto è l’incoerenza (dicono e non fanno), una piaga della stessa comunità cristiana. Il terzo difetto è l’esibizionismo. Purtroppo spesso anche nella comunità cristiana la religione è ostentata per strumentalizzarla verso la conquista di privilegi sociali o visibilità politica. C’è poi nel brano del vangelo, in connessione con le altre letture, una precisa contestazione dell’autoritarismo. La vera autorità non si fregia di titoli pomposi, di privilegi, di artificiosi ossequi, ma si manifesta abbassandosi, come Cristo che è venuto per servire e non per essere servito. Nella Chiesa nessuno è minorenne né tantomeno deve trattare gli altri come minorenni.

 A tutti  una buona settimana. Don Emilio

Settimana dal 29 ottobre al 5 novembre 2023 CAMMINARE INSIEME

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Settimana dal 29 ottobre
al 5 novembre 2023

Calendario Liturgico

Domenica 29(XXX T.O.):  
ore 8.00: per la comunità               
ore 9.30 (alla Motta): fam. Grazioli, Moscheni e Vecchio                     
ore 11.00: Luigi Perotti e fam. defunti      

Lunedì 30:
ore 16.30: Novena dei defunti

Martedì 31:
ore 17.00: Prefestiva per la comunità

Mercoledì 1/11 (Tutti i Santi):  
ore 8.00: Angelo Alberizzi                      
ore 9.30: per la comunità                       
ore 11.00: per la comunità                      
ore 15.00 recita del S. Rosario al cimitero

Giovedì 2:
ore 10.30: per tutti i defunti della parrocchia (al cimitero)               
ore 16.30: per tutti i defunti della parrocchia (in chiesa)

Venerdì 3: ore 16.30

Sabato 4:
ore 17.00: Filippo

Domenica 5(XXX T.O.):  
ore 8.00: per la comunità                   
ore 9.30 (alla Motta): Ernesto e Carla                     
ore 11.00: Mariangela, Giovanni, Giuseppe, Carmela e Maria Grazia

Messaggio

Cari fratelli,
ci apprestiamo a ricordare nella preghiera e nel suffragio tutti i nostri cari defunti.

Non sia un semplice ricordo che si esaurisca in una visita frettolosa e dovuta al cimitero, ma che divenga un momento di preghiera e di meditazione sul nostro destino ultimo di esseri umani, la cui parabola è destinata prima o poi a concludersi.

Domenica prossima uniremo poi nel ricordo tutti coloro, di qualsiasi estrazione o credo religioso, che hanno sacrificato la propria giovane vita per la patria ed il bene comune. Grati per il loro atto di amore, supplicheremo il Signore perché abbia pietà di loro e li accolga tra i santi del cielo.

Celebriamo oggi la festa della Dedicazione della nostra Chiesa Parrocchiale, festa che ha il rango di solennità. A onor del vero la nostra Chiesa è stata dedicata il 24 maggio del 1757, ma il periodo pasquale, che copre sempre tutto il mese di maggio, impedisce la celebra-zione di questa festa. Per motivi di opportunità il cerimoniale romano suggerisce dunque di ricordare quella data la domenica prima della solennità di Ognissanti, congiuntamente a tutte quelle Chiese delle quali si ignora la data della Dedicazione.

In questa circostanza noi celebriamo non tanto l’edificio nel quale ci raduniamo per rendere lode al Signore, che innegabilmente ha una sua importanza, quanto noi, edificio spirituale, pietre vive per la costruzione del Regno. 

A tutti  una buona settimana. Don Emilio

Settimana dal 22 al 29 ottobre 2023 CAMMINARE INSIEME

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Settimana dal 22 al 29 ottobre 2023

Calendario Liturgico

Domenica 22(XXIX T.O.):  
ore 8.00: Teresa
ore 9.30 (alla Motta): Carlo Casella    
ore 11.00:Virginio e Rita

Lunedì 23:
ore 16.30: Novena dei defunti

Martedì 24:
ore 16.30: Novena dei defunti             
ore 20.45: Roberto Rossi, Adriana Montanari, Carlo Baruffi e Pieremilio Gennari

Mercoledì 25:
ore 16.30: fam. Borloni, Grassi, Manelli e Fiocchi

Giovedì 26:
ore 16.30: Novena dei defunti

Venerdì 27:
ore 16.30: Novena dei defunti
Ore 20.45: fam. Perotti Cerri

Sabato 28:
ore 17.00: Gino Franceschini e fam.

Domenica 29(XXX T.O.):  
ore 8.00: per la comunità               
ore 9.30 (alla Motta): fam. Grazioli, Moscheni e Vecchio                     
ore 11.00: Luigi Perotti e fam. defunti      

La messa serale in suffragio dei nostri defunti è sospesa data la scarsissima affluenza di fedeli. Rimane la celebrazione pomeridiana quotidiana e la messa vespertina nei soli giorni di martedì e venerdì prossimi perché richieste in precedenza e come tali non annullabili.

Messaggio

Cari fratelli,

il monito di Cristo a non mischiare fede e politica è molto concreto.

Da un lato egli esalta la scelta di pagare le tasse come dovere umano, civile e quindi morale. Sotto il simbolo del denaro si riconosce la legittimità e quindi l’autonomia di tutta la sfera civile e politica.

D’altro canto Gesù afferma con vigore l’autonomia della sfera religiosa e della più generale dignità umana che non può essere conculcata da nessun potere politico prevaricante.

La totale dedizione a Dio nel campo della coscienza non ammette concorrenti. Il Cesare divinizzato e l’interferenza del religioso nel politico sono, quindi, contro la proposta evangelica. La fedeltà della scelta religiosa è la miglior garanzia per una sana laicità della prassi politica.

La fede se vissuta intensamente è fermento della storia. Paolo ai Tessalonicesi parla dell’impegno nella fede, dell’operosità nella carità e della costanza nella speranza.

Dice un antico mistico:

“La fede ha tre dimensioni:
fede è parola con la bocca;
fede è verità col cuore;
fede è opera coi fatti”.

A tutti  una buona settimana. Don Emilio

Settimana dal 15 al 22 ottobre 2023 CAMMINARE INSIEME

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Settimana dal 15 al 22 ottobre 2023

Calendario Liturgico

Domenica 15(XXVIII T.O.):  
ore 8.00:  Antonio Boggiani e Anna Vitti 
ore 9.30 (alla Motta): fam. Pelle, Mantegazzi e Cordoni
ore 11.00:Marco e Luigi Sciorati; Annunciata Cislaghi

Lunedì 16:
ore 16.30: Beppe, Loredana e Giovanni

Martedì 17: ore 16.30             

Mercoledì 18:
ore 16.30: Lina e Rino
Ore 20.45: Novena dei defunti

Giovedì 19: ore 16.30
Ore 20.45: Novena dei defunti

Venerdì 20: ore 16.30
Ore 20.45: Novena dei defunti

Sabato 21:
ore 10.30: Battesimo gemelli Zaccaria
Ore 17.00: Antonio Bisoni

Domenica 22(XXIX T.O.):  
ore 8.00: Teresa
ore 9.30 (alla Motta): Carlo Casella    
ore 11.00:Virginio e Rita

Messaggio

Cari fratelli,

questa settimana inizia la novena di preghiere in suffragio di tutti i nostri defunti, quelli a noi noti e quelli il cui nome è noto solamente al Signore: tutti ugualmente raccomandiamo alla sua misericordia. Come di consueto ci ritroveremo con un doppio appuntamento, pomeridiano e serale, per dar modo a tutti di condividere la nostra preghiera ed il nostro suffragio, così cari alla nostra gente e costantemente caldeggiati dalla Chiesa.

Ci aiuta ad entrare in questo clima lo spirito delle letture odierne, a cominciare da Isaia, nel racconto del banchetto messianico della fine dei tempi, aperto ad un orizzonte universale per cui salvezza e giudizio diventano una tappa terminale di tutta la storia. A questo racconto si raccorda il passo del vangelo con il racconto del banchetto di nozze: non basta essere invitati alla comunione con Dio. Occorre piuttosto entrare nella pienezza dell’elezione, coltivando la coerenza tra fede e opere, tra parole e vita; a questo allude la simbologia della veste.

Il tema del rifiuto radicale, oltraggioso e violento è però il primo motivo della parabola odierna: è questo uno dei grandi misteri connessi alla libertà umana. Il fenomeno del rifiuto non deve però scoraggiarci, ma, al contrario, ci spinge a rivolgere continuamente l’appello come fa il re della parabola. Perché Dio risorge sempre nel cuore degli uomini. Infine Paolo, a conclusione della lettera ai Filippesi, ci dice come la dura vita del discepolo gli abbia insegnato la totale disponibilità al volere di Dio. Tutto egli può in colui che gli dà forza

A tutti  una buona settimana. 
Don Emilio

Settimana dal 8 al 15 ottobre 2023 CAMMINARE INSIEME

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Settimana dal 8 al 15 ottobre 2023

Calendario Liturgico

Domenica 8(XXVII T.O.):  
ore 8.00: Giuseppe Gui                 
ore 9.30 (alla Motta): fam. Corona
ore 11.00: Osvaldo Sozzani e fam. defunti

Lunedì 9: ore 16.30

Martedì 10: ore 16.30

Mercoledì 11: ore 16.30

Giovedì 12:
ore 16.30: Maria Bisoni e famigliari defunti

Venerdì 13: ore 16.30

Sabato 14:
ore 17.00: Cinzia, Luisa Tarantola e Carlo

Domenica 15(XXVIII T.O.):  
ore 8.00:  Antonio Boggiani e Anna Vitti 
ore 9.30 (alla Motta): fam. Pelle, Mantegazzi e Cordoni
ore 11.00:Marco e Luigi Sciorati; Annunciata Cislaghi

Messaggio

Cari fratelli,

Isaia, nel celeberrimo canto della vigna, limpidamente ci parla della delusione di Dio davanti alla durezza di cuore del suo popolo. Questa delusione è espressa con un gioco di parole apprezzabile solamente nel testo originale ebraico: l’ingiustizia è la risposta negativa che l’uomo oppone alla speranza ed alla fiducia che Dio ripone in lui.

La delusione aumenta nella parabola del vangelo, perché il rifiuto è totale ed arriva alla uccisione del Figlio. Ma la speranza di Dio non muore mai; infatti la vigna-regno è consegnata ad un nuovo popolo. Esiste sempre nella storia un piccolo gregge che non delude la speranza che Dio ripone nell’uomo.

La storia della salvezza contempla due momenti: c’è l’agricoltore che pianta e cura la vigna e c’è chi raccoglie la risposta della vigna con i suoi frutti. La grazia e le opere si intrecciano in un dialogo che conduce al Regno. Ed è per questo che la vigna improduttiva non ha senso e perciò per lei scatta il giudizio.

La storia dei vignaioli è proposta a noi perché non ci creiamo illusioni, rivendicando un diritto di proprietà sulla salvezza e sulla verità. Esse sono e restano dono che si effonde quanto più cresce il dialogo d’amore: “Io sono la vite e voi i tralci: chi rimane in me e io in lui porta molto frutto”. Paolo infine rivolge una serie di consigli, nella parte finale del suo scritto ai cristiani di Filippi. La preghiera genera serenità e gioia anche in mezzo alle angustie, perché porta con sé la pace, che supera ogni attesa e che fa impallidire la pace che il mondo si illude di offrire. Ma alla grazia deve corrispondere un impegno quotidiano e concreto che l’apostolo esemplifica con un breve elenco di virtù morali.

A tutti  una buona settimana. 
Don Emilio

Settimana dal 1 al 8 ottobre 2023 CAMMINARE INSIEME

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Settimana dal 1 al 8 ottobre 2023

Calendario Liturgico

Domenica 1 ottobre (Madonna del Rosario):  
ore 8.00: Marinella Canato            
ore 9.30 (alla Motta): Luigi Cotta Ramusino                     
ore 11.00: Angela, Angelino, Severino e Carlo

Lunedì 2:
ore 10.30: Ufficio per tutti i defunti della parrocchia
ore 20.45: Francesca e Luigi

Con martedì 3 torna l’orario invernale per la messa feriale alle 16.30.

Martedì 3: ore 16.30

Mercoledì 4: ore 16.30

Giovedì 5: ore 16.30

Venerdì 6:
ore 16.30: 50^ anniversario Maria Grazia e Giovanni

Sabato 7:
ore 10.30: Battesimo
ore 17.00: Agnese e Bruno

Domenica 8(XXVII T.O.):  
ore 8.00: Giuseppe Gui                 
ore 9.30 (alla Motta): fam. Corona
ore 11.00: Osvaldo Sozzani e fam. defunti

Messaggio

Cari fratelli,

la festa di oggi ci invita tutti a rivolgere un pensiero riconoscente e fiducioso a Maria. Quando la vita era più semplice era facile ricorrere alla protezione della Madonna.

Il suono delle campane al mattino, a mezzogiorno ed alla sera, i cui rintocchi erano appunto chiamati “Ave Maria”, invitavano le persone alla recita dell’Angelus.

A Maria si ricorreva nelle necessità, con modi semplici e filiali. Oggi tutto questo si è perso, perché si è perso il senso della vita, dono di Dio, come si è persa la percezione del fluire della vita verso una meta che presto o tardi tutti ci attende.

L’obbedienza nella donazione di sé è il modello che Paolo presenta ai filippesi, fissando i suoi occhi nel Cristo crocifisso. Ad essa si oppone la falsa ed ipocrita obbedienza del figlio apparentemente obbediente, ma in realtà ribelle. Essa supera però anche l’obbedienza più faticosa ma in reale del figlio apparentemente ribelle, ma alla fine generoso.

L’obbedienza significa umiltà, vicinanza agli altri, eliminazione della vanagloria, del proprio interesse, del gusto del potere. Il ministero cristiano in qualunque suo livello e forma è soprattutto servizio.

Il vangelo di oggi ci invita a spezzare i luoghi comuni nel giudicare gli uomini. La misura del valore autentico e nascosto di ogni persona è solo nelle mani di Dio che scruta ogni cuore. Quanti sepolcri imbiancati di apparente obbedienza nascondono la morte ed il vuoto!

Perciò raccogliamo l’invito di Cristo a non giudicare per non essere giudicati.

A tutti  una buona settimana. 
Don Emilio